I luoghi d'aggregazione associativa e la loro importanza nel tessuto sociale d'un qualsiasi comune difficilmente possono essere negati. 

Eppure si deve ribadire il concetto costantemente per evitare che ciò venga dimenticato.

Il valore d'una aggregazione che trovi il suo scopo di essere nella crescita culturale e sociale non è sempre evidente, la difficoltà che può nascere a prima vista è travisare il legame d'amicizia che all'interno delle associazione viene a crearsi: fondamentale nella crescita civile della stessa società, già Aristotele riconosceva che soltanto dove esistono legami di philia può sussistere una comunità politica. Un ruolo primario e fondamentale, spesso non considerato tale ad un primo sguardo, il legame che è condivisione d'esperienza e d'affetto, l'essenziale trama del mondo umano; diversamente i rapporti umani diverrebbero rapporti di fatto, perpetrati su una regolamentazione di principio. I legami di questo tipo non hanno un vero incontro con l'altro, perché la ricerca del legame è con l'identico a sé, per paura oppure incapacità di mettere in dubbio la propria posizione, un'identità per clan dove il soggetto si perde ed è capace di dire "sì" al soggetto clan; così il contesto crea un soggetto che non entra mai in crisi e non vuole neanche farlo, e qualora questo avvenga, in modo inevitabile, si registrano patologie psicologiche, difficoltà legata all'incapacità di riscrivere il mondo. Perciò, le associazioni come spazi di condivisione sono spazi necessari, altrimenti rimpiazzati da altri in cui la condivisione rischia di diventare un surrogato culturale della mera realtà, dove le reali differenze umane non si incontrano ed Achille e la tartaruga inevitabilmente resteranno separati in due mondi differenti. Il mondo associativo (naturalmente compresi i collettivi non regolamentati) permette l'incontro delle diverse realtà sociali, più di quanto sia possibile ad altre istituzioni. Soltanto la scuola riesce in questo, ma si dovrebbe aprire una parentesi sullo stato ed i metodi di questa istituzione, il che merita e richiederebbe uno studio ed una trattazione a parte.

Nel contesto associativo possono venirsi a creare quelle condizioni per cui le differenze si incontrano, sia all'interno, cosa auspicabile, che soprattutto all'esterno: il veicolo nel quale si incontrano sono le attività che queste svolgono nei territori ed all'interno dei propri spazi. Le soggettività in questi spazi sono valorizzate attraverso l'elaborazione di idee e pratiche; un vero investimento del "proprio" in una pratica, che è già relazione, di mettere in comune esperienze ed abilità. Quindi è in questo contesto che può nascere un'individualità forte, che non è un'individualità separata, che collabora in una collettività alla costruzione della visione di un bene comune. La collettività che così si viene a formare, non è appiattita in uno spazio unidimensionale, cioè in uno spazio dove la realtà è preformata e alla quale ci si può soltanto allineare, perché in uno spazio così formato la soggettività non può essere collocata perché non ha senso d'esistere; così nell'unidimensionale perde qualsiasi senso il bene comune, la sua ricerca e l'averne cura, perché tutto è già dato, non vi è nessuno che possa mettere in crisi, poichè non vi è nessuno solo massa indistinta, che dice "si" o "no" . La realtà di oggi non  è troppo distante da tutto questo, sempre più distante da una sinfonia, sempre più vicina ad una omofonia o ad una eterofonia soggetta al caos. 

Avere un senso del bene comune ed averne cura sono la conseguenza della formazione di una collettività, a cui si perviene in spazi associativi aperti. Nella philia che costituisce l'associazionismo sta il fulcro attorno al quale si costruiscono la politica e la giustizia sociale, che stanno alla base della eudaimonia. È a partire dalla giustizia sociale e solo a partire da questa che si potrà iniziare a parlare di un'autentica politica democratica, il cui scopo non può altro che essere l'eudaimonia umana, altrimenti tutte le lotte per i diritti perderebbero il loro senso e diverrebbero vuote norme; ed è in questa visione che non possono essere scisse le lotte contadine dallo ius soli, le lotte LGBT dalle lotte ambientaliste, dalle lotte antimafia, da quella antifascista, e così via, in una dialettica sempre aperta alla ricerca e alla riflessione, fuori dalla logica dell'assolutismo, anche qualora fosse illuminato.

Con questa presente lettera volevamo riaffermare la necessità dei luoghi d'aggregazione; in una società dove i luoghi d'aggregazione stanno diventando i centri commerciali, e dove la realtà culturale vede una disgregazione del tessuto sociale (fin quasi all'estremo di un atomizzazione individuale), il collettivo Arci di Monreale ci tiene ad affermare ad alta voce che l'unica opposizione possibile a questa deriva sono le associazioni ed il lavoro che queste fanno quotidianamente nelle loro comunità.

 

Antonino Renda

Circolo Arci LINK - Monreale