Report – Manifestazioni e proteste non violente

kufur-qaddoum-04222016-e1469214609727Iniziamo il nostro report settimanale, come al solito, parlando delle attività nonviolente in Cisgiordania.
A Kufr Qaddum, a nord, due civili sono stati feriti e diversi abitanti del villaggio sono stati curati per aver inalato i gas lacrimogeni sparati dall’esercito israeliano contro la popolazione che manifestava. Al termine della protesta settimanale, i soldati israeliani hanno fatto incursione nel vilaggio, sparando candelotti di gas lacrimogeno all’interno delle abitazioni di Kufr Qaddum.

Nel mentre nei villaggi Bil’in e Nil’in, in Cisgiordania centrale, i soldati israeliani hanno attaccato i manifestanti non appena essi hanno raggiunto il muro costruito da Israele che depara i contadini palestinesi dai loro terreni. In entrambi i villaggi diversi manifestanti sono rimasti intossicati dai gas lacrimogeni e sono stati curati dai paramedici.
A Nabi Saleh, villaggio vicino a Ramallah, le truppe hanno attaccato I manifestanti all’entrata del villaggio. I soldati israeliani hanno sparato diversi proiettili rivestiti in gomma e gas lacrimogeni contro i manifestanti e vicino alle abitazioni private, intossicando molti residenti del villaggio.

 

Report- La politica

Questa settimana, alcune istituzioni internazionali hanno condannato gli insediamenti in Cisgiordania, definendoli benzina per la violenza nella regione.
Il Consiglio per i diritti umani di Ginevra ha dichiarato che gli insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi occupati sono una grave violazione dei diritti umani e alimentano la violenza nella regione.

Il Consiglio si è appellato a una risoluzione del conflitto  col fine di ridurre la violenza. Nel mentre, l’Autorità Nazionale Palestinese ha asserito che l’iniziativa francese per la pace e l’offerta di pace dei paesi arabi, entrambe includenti il riconoscimento dello Stato di Palestina nei limiti del 1967, costituirebbero una solida base per ogni futuro potenziale accordo politico con Israele.

Sul fronte internazionale, rappresentanti del partito Hamas e del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina si sono incontrati a Beirut per superare la fase di stallo per l’unità tra Fatah, partito del presidente Mahmoud Abbas, e Hamas, appunto.
Entrambe le parti ritengono necessarie nuove elezioni legislative e presidenziali, considerando il fatto che presto ci saranno le elezioni dei nuovi consigli municipali in Cisgiordania e a Gaza. Hamas aveva già precedentemente accettato questa tornata elettorale, nonostante le divisioni politiche con Fatah.

Report – Gaza e Cisgiordania 

Gli attacchi israeliani contro la Cisgiordania hanno lasciato dietro di sé due morti: un uomo e un bambino. Nel mentre a Gaza, un contadino è stato ferito e un pescatore si è trovato sotto fuoco israeliano.

Martedì, Muhie al-Deen Tabakhi, 11 anni, è stato ucciso da un soldato israeliano che gli ha sparato da distanza ravvicinata nella città di al-Ram, a nord di Gerusalemme occupata. Secondo un testimone oculare, un tiratore scelto dell’esercito israeliano ha sparato contro il bambino durante l’invasione dell’esercito nella città, i più giovani abitanti di al-Ram si sono difesi lanciando pietre contro i veicoli dell’esercito. L’uccisione del bambino palestinese ha portato a un inasprimento degli scontri tra i soldati e i giovani, specialmente nei pressi della base militare israeliana costruita in suolo palestinese adiacente alla città. I soldati hanno parato contro i ragazzi gas lacrimogeni e proiettili d’acciao rivestiti di gomma(che spesso sono stati letali nel corso degli scontri avvenuti in Palestina).

Sempre martedì, il cinquantaduenne Mustafa Barad’iyeh, di Beit Fajar, città a sud della Cisgiordania, ha perso la vita per via di alcune ferite che aveva riportato il giorno precedente all’entrata di al-‘Aroub, un campo profughi a nord di Hebron, dopo che aveva accoltellato due soldati.

Lunedì, sei civili palestinesi, tra i quali due bambini sono stati feriti dalle forze israeliane durante un’invasione nel villaggio di Qabatia, vicino a Jenin, con l’intento di radere al suolo l’abitazione di un prigioniero politico. Un altro bambino palestinese è stato ferito lo stesso giorno da un colone israeliano che l’ha investito ed è scappato.

Duma-fireA Duma, vicino a Nablus, una coppia di palestinesi ha rischiato di essere bruciata viva nel proprio letto dopo che qualcuno ha lanciato una bomba infiammabile dentro casa loro, mentre dormivano.
Un attacco che si verifica proprio qualche giorno dopo il primo anniversario dal terribile rogo di Duma del 2015 in cui persero la vita tre componenti della famiglia Dawabsheh, padre, madre e il figlio di 18 mesi, lasciando da solo l’unico sopravvissuto Ahmed, che a distanza di un anno si è parzialmente ripreso dalle gravi ustioni che aveva riportato.

Durante questa settimana, la IDF ha condotto almeno 83 invasioni contro comunità palestinesi della Cisgiordania e a Gerusalemme occupata. Il bilancio a seguito di queste è di 59 civili palestinesi rapiti, di cui 6 bambini.

Nella striscia di Gaza, un contadino palestinese è stato ferito mercoledì mattina da fuoco israeliano. L’esercito ha sparato contro alcune fattorie a est di Deir al-Balah city. L’uomo si è salvato grazie al tempestivo intervento dei medici locali che lo hanno trasferito al al-Aqsa hospital di Deir al-Balah.
Inoltre la marina israeliana ha attaccato pescherecci palestinesi nel mare di Gaza, sia di lunedì che di mercoledì, danneggiando le barche, ma senza ferire nessuno dei pescatori.

Conclusione

Questo è tutto da La settimana in Palestina. Questo era il report degli avvenimenti dal 16 al 22 luglio 2016 dai territori occupati.
Per ulteriori news potete visitare il sito imemc.org.
Report a cura di Maher Qassiss and me Eman Abedraboo-Bannoura.

fonte [qui]

Traduzione in italiano a cura di Associazione Amicizia Sardegna Palestina.